Prestito Chirografario

Il prestito chirografario è un finanziamento personale privo di garanzie di natura reale (principalmente, pegno e ipoteca). Tale tipologia di prestiti rappresenta pertanto il primo dei due fondamentali gruppi che compongono la gamma di finanziamenti tradizionali; l’altra gamma di esposizioni debitorie è rappresentata dai prestiti ipotecari, che sono invece dei finanziamenti accompagnati da garanzie di natura reale, prevalentemente rappresentati da ipoteche iscritte su beni immobili che costituiscono (o meno) oggetto di contratto.

Stando a quanto sopra, ne consegue che i finanziamenti chirografari dispongono di minori garanzie, per il creditore, rispetto ai prestiti ipotecari: in questi ultimi, infatti, in caso di insolvenza del debitore, il creditore potrà far valere i propri diritti sul bene ipotecato.

L’ipoteca è ad ogni modo un diritto di natura accessoria: ne consegue che, nell’ipotesi di cessazione del rapporto creditizio principale, anche il diritto reale verrà meno.

La concessione del prestito chirografario

Per le minori garanzie in capo ai creditori chirografari, i prestiti di questa natura vengono solitamente concessi con condizioni economiche più restrittive rispetto ai mutui ipotecari.

Un esempio è rappresentato dall’importo massimo richiedibile, che nell’ipotesi di un prestito chirografario raramente supererà i 30 mila euro, sebbene non manchino prestiti chirografari “maxi”, in grado di giungere anche a 50 mila euro o oltre.

Ristretta sarà anche la durata del piano di ammortamento, che andrà ad abbracciare di norma un arco temporale non superiore ai 60 o 72 mesi; esistono tuttavia anche finanziamenti chirografari di durata pari a 10 anni. L’assenza di garanzie di natura reale non esclude, inoltre, che l’istituto di credito finanziatore possa richiedere delle garanzie di natura personale.

Possibile pertanto che il contratto di prestito possa includere delle fideiussioni di terzi, che rispondano del debito qualora il debitore principale dovesse diventare insolvente, e incrementando così il grado di sicurezza da parte del creditore, che conterrà il rischio di perdita del credito.